Natale è tradizionalmente il periodo dell’anno in cui si susseguono uno dietro l’altro, come in una adrenalinica corsa all’ultima caloria, pranzi, cene e cenoni vari.

Momenti conviviali fondamentali per condividere con amici e parenti questa importante festività. Momenti, per i re e le regine dei fornelli, in cui mettersi alla prova e dare dimostrazione della propria bravura e creatività.

I più ansiosi iniziano a ideare i menù con settimane di anticipo, altri, invece, lo pensano solo qualche giorno prima, giusto il tempo per comprare tutto l’occorrente.

Dalle portate più tradizionali a quelle più avveniristiche le tavole vengono imbandite per dar vita a ricchi e festosi banchetti. Se siete ancora in dubbio su quale primo piatto preparare ora vi proporremo una top five dei migliori primi di Natale della tradizione culinaria emiliana.

Cappelletti e tortellini

Natale non è Natale senza un piatto fumante di cappelletti in brodo! Non solo in Emilia Romagna, dove il piatto è originario, ma in tutte le tavole del Bel Paese possiamo trovare la prelibata pasta ripiena.

Innanzitutto chiariamo la differenza tra i due formati:

  • il cappelletto, tipico del reggiano, del ferrarese, della Romagna e anche delle Marche, ha dimensioni ridottissime, si chiude intorno ad un mignolo. La sfoglia, rigorosamente tirata al mattarello, è molto sottile e viene tagliata a quadrotti al centro dei quali si posiziona una pallina di ripieno.
  • Il tortellino, come dice anche una canzone dello Zecchino d’Oro, è di Bologna. Molto simile ai suoi fratelli, la differenza maggiore, oltre che nelle dimensioni, la troviamo nel ripieno. Questo è composto da: lombo di maiale, mortadella di Bologna, prosciutto crudo, Parmigiano Reggiano, uova e noce moscata. Inoltre, viste le dimensioni leggermente più grandi, c’è una maggiore abbondanza sia di sfoglia, sia di ripieno. Ne consegue che anche la forma sarà leggermente diversa.

Ogni famiglia ha la propria ricetta per il ripieno e le proprie tecniche per la chiusura quindi ogni anno, dopo la prima cucchiaiata, si apre il consueto dibattito sulle dimensioni ideali, sulla bontà del ripieno intavolando paragoni più o meno positivi con quello dell’anno precedente.

Questi piccoli scrigni di pasta fresca possono contenere ripieni esclusivamente a base di carne, ripieni in cui a prevalere è la presenza di formaggi oppure ripieni vegetariani. Lo stesso vale per il brodo nel quale vengono cotti: tradizione vuole che sia di cappone, ma va benissimo anche a base di verdure.

→ Vi consigliamo, al momento di servirli in tavola, di aggiungere un profumo di noce moscata, ottimo modo anche per decorare il piatto.

Lasagne al forno

Parliamo ora di un altro must della cucina emiliana, le lasagne al forno. Anche qui ci si può sbizzarrire quanto a ripieni e condimenti vari. L’importante è che la pasta sfoglia sia bella porosa, in modo che riesca a catturare e trattenere il ragù.

La ricetta classica della lasagna alla bolognese prevede, appunto, ragù, besciamella, parmigiano e sfoglia verde. Molto interessanti anche le varianti bianche e vegetariane. Tante le variazioni anche della sfoglia (bianca, più o meno sottile, ecc.) per un primo piatto adattissimo al pranzo di Santo Stefano.

Tortelli verdi e di zucca

In voga tutto l’anno, non solo durante le feste, possono essere un’ottima soluzione per la cena della viglia di Natale. Tipici della cucina reggiana, i tortelli possono essere ripieni di abbondante ricotta ed erbette (spinaci, bietole verdi, verza, catalogna, radicchio, ortiche) o di zucca.

A Reggio Emilia vengono portati in tavola con condimento di burro e Parmigiano Reggiano stravecchio. In molti usano anche condire con del buon ragù.

→ Un consiglio per la decorazione: se doveste optare per il condimento bianco potete arricchire il piatto con un paio di foglie di salvia fresca, profumeranno i tortelli e arricchiranno visivamente la preparazione. Se volete ottenere un aroma più intenso, fate rosolare la salvia nel burro fuso per qualche secondo.

Nidi di rondine

Altra pasta al forno, caratteristica e d’effetto per la sua forma, sono i nidi di rondine. Delle strisce di pasta farcite con un ripieno di prosciutto cotto e mozzarella, sono arrotolate su loro stesse e posizionate su una teglia.

Per il ripieno, oltre la versione classica, ci sono tante altre alternative tra le quali ricordiamo quella ricotta, funghi e prosciutto cotto: molto delicata e leggera. In molti, prima di infornare, anziché cospargere i nidi con la besciamella, preferiscono farlo con della salsa di pomodoro insaporita da basilico e sale.

I nidi di rondine possono affiancare o sostituire le classiche lasagne nel giorno di Santo Stefano.

Passatelli in brodo

Chiudiamo la top five con un piatto che tradizionalmente apre la stagione delle feste: i passatelli in brodo. Si preparano con Parmigiano Reggiano e pan grattato non condito e vengono serviti con un fumante brodo di carne.

Da qualche tempo ha preso piede anche la versione vegetariana in cui il passatello viene cotto in un saporitissimo brodino di pesce. In questo modo il piatto ben si adatta alla cena della vigilia.

Non solo in brodo ma anche asciutti: in questa versione i passatelli vengono conditi con un ragù leggero di carne o pesce, una fondutina di formaggi, pesto al basilico o verdure spadellate.

→ Se non avete il classico ferro per realizzare i passatelli potete sempre utilizzare uno schiacciapatate a fori larghi.

A voi la scelta

Questi sono i piatti forti della cucina emiliana che tradizionalmente riempiono le tavole durante il periodo delle feste. Ora non vi resta che scegliere e chiudervi in cucina per preparare qualcuno di questi deliziosi manicaretti…