Vi ricordate come cucinava vostra nonna? Vi ricordate i sapori, i profumi, gli ingredienti?

Ci sono gesti che parlano d’amore e di storia e di storie e di abbracci e, semplicemente, di famiglia.

Ma riproporre quei piatti e quelle emozioni non è sempre facile, anzi. Spesso è complesso perché non siamo stati educati a farlo.

Non vi è mai capitato di chiedere a vostra nonna o a vostra madre di insegnarvi un certo piatto tradizionale e sentirvi rispondere “Ma no dai, cosa vuoi fare che non hai mai tempo! Ci penso io!” o altre scuse simili?

Perché lasciare lo scettro (nel nostro caso il mattarello) è un po’ come dire “Non sono più capace” e alla prozia questo non va proprio giù!

Per fortuna abbiamo due soluzioni davanti: la prima è il ricatto affettivo in stile “La cosa più preziosa che puoi lasciarmi cara nonnina sono le tue ricette che amo così tanto!”. Poco etico? No, suvvia, in fondo in guerra, amore e cucina tutto è lecito e quando si tratta di far dichiara certi segreti a nonne&co è un po’ un mix di tutte e tre le cose non trovate?

La seconda opzione è di frequentare una scuola di cucina perché se rivelare i trucchi della propria arte in famiglia sembra una resa, con dei perfetti estranei questo non accade. Nessun timore di essere esclusi dalla vita famigliare e via libera alla condivisione di saperi e…sapori.

Ecco perché l’Antico Bar Roma di Novellara organizza periodicamente incontri-laboratorio dove imparare, ad esempio, a fare una perfetta sfoglia emiliana. Proprio per non rischiare di perdere un patrimonio gastronomico che è prima di tutto un patrimonio storico e culturale. Un territorio definisce la propria identità anche da questo e per chi come Cristian e il suo staff è così legato alla terra da cui proviene è fondamentale che non vada perso.

Alla scuola di cucina del Bar Roma mani sapienti vi guideranno alla scoperta di un meraviglioso mondo fatto di tatto, gusto, olfatto e vista da perfette ‘zdore emiliane!