Meno di trenta minuti dal centro di Reggio Emilia e meno di quaranta da quello di Parma. Dove siamo? Siamo nel comune di Quattro Castella, dove la Pianura Padana inizia a cedere il passo ai calanchi e alle prime pendici dell’Appennino.

Il territorio del comune di Quattro Castella è la mèta perfetta per una gita fuori porta a contatto con la natura, con la storia (qui ha vissuto Matilde di Canossa) ma soprattutto con la gastronomia reggiana:  dopo aver visitato uno dei tanti borghi o castelli non potrà mancare la sosta in una delle tante trattorie o ristoranti per immergersi completamente nelle tradizioni culinarie locali.

Siamo in presenza di una cucina la cui tradizione viene da molto lontano: le ricette affondano le loro radici nel Medioevo dei feudi e dei contadini, un periodo in cui le castagne, le erbe spontanee, i legumi, la selvaggina e la carne di maiale non mancavano mai.

Il pasto inizierà con lo gnocco fritto, un piatto semplice negli ingredienti (farina, acqua e lievito di birra) ma che, accompagnato dai profumati salumi di montagna come la pancetta canusina, il culatello di Canossa e il salame fiorettino, sarà un tuffo nella più antica tradizione gastronomica. Un’altra pietanza immancabile è lo squisito erbazzone, la famosa torta salata nella quale due strati di pasta racchiudono un ripieno di bietole; l’erbazzone prende anche il nome di Scarpasoun e ogni anno, a Montecavolo di Quattro Castella, si svolge una sagra dedicata a questa torta.

L’ombelico di Venere, cioè il cappelletto che ne ricorda la forma perfetta e a coroncina, sarà il primo piatto, servito in uno squisito brodo di carne. Preferite un primo asciutto? Tortelli di patate, tagliatelle e lasagne al ragù di porcini faranno al caso vostro.

Ma cosa non può mancare sulla pasta? Ovviamente il re dei formaggi: il Parmigiano Reggiano. Sì, la cucina reggiana sarebbe molto diversa da come la conosciamo se non ci fosse questo formaggio, nato nella valle dell’Enza ben otto secoli fa e che viene utilizzato per preparare piatti dai più ricercati ai più semplici. Nel territorio del comune di Quattro Castella sono tantissimi i caseifici che lavorano il latte e preparano il Parmigiano Reggiano: da qui, andando verso gli Appennini, inizia la classificazione come Parmigiano Reggiano di montagna.

Qualcuno storcerà il naso ma uno degli abbinamenti prediletti dai gourmet è quello tra il Parmigiano reggiano e l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia: non siate prevenuti e provate a versare qualche goccia di aceto balsamico tradizionale su una scaglia di Parmigiano…

Con che cosa accompagnare tutte queste squisite pietanze? Con uno dei pochi vini rossi (o rosati) frizzanti: il Lambrusco.  Il Lambrusco Reggiano con la sua schiuma vivace, il suo gusto fragrante e il suo profumo fruttato, le cui uve rosse sono coltivate maggiormente nelle provincie di Modena e Reggio Emilia. Oltre al Lambrusco possiamo degustare i vini dei Colli di Scandiano e Canossa, degli ottimi vini bianchi di colore giallo paglierino, con un profumo delicatamente floreale e una gradazione alcolica media, perfetti per aperitivi o pasti leggeri. Il più famoso tra questi vini è il “Colli di Scandiano e di Canossa bianco Classico”; ogni anno il Castello di Bianello ospita, nel periodo di Giugno e Luglio, il Concorso Enologico Nazionale dei Vini Frizzanti “Matilde di Canossa”, organizzato dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia in collaborazione con il Comune di Quattro Castella.

E per concludere alla perfezione? Ecco il più diffuso dei liquori fatti in casa nella zona con un alto potere digestivo: è il Nocino. Viene ricavato lasciando macerare nell’alcool per 40 giorni le noci a mallo verde; dopo l’aggiunta dello zucchero arriva ad avere una gradazione di circa 40°.

Buon appetito!