La gran contessa Matilde di Canossa è un’importante figura della storia medievale italiana soprattutto per il ruolo giocato durante il delicato periodo storico che vide contrapporsi il potere temporale dell’imperatore a quello spirituale del papa che caratterizzò quella fase del medio evo europeo.

Nata nel 1046, si pensa dalle parti Mantova (non vi sono però certezze a questo riguardo) fu la terza figlia di Bonifacio di Canossa e Beatrice di Lotaringia. Alla morte del padre per mano di uno dei suoi stessi vassalli, su Matilde e i suoi fratelli maggiori Federico e Beatrice si posò l’occhio benevolo dell’imperatore Enrico III che divenne loro protettore anche se non riuscì a impedire la morte (forse per avvelenamento) dei fratelli di Matilde.

Matilde si trovò dunque al centro della lotta di potere tra papato e impero già in giovane età: la sua famiglia, i Canossa, divennero padroni dell’intera Italia centrale e di fatto i protettori del papato, tanto da condizionarne la nomina in più di un’occasione.

Nel 1069 Matilde sposa suo cugino di quarto grado Goffredo il Gobbo, ma i rapporti con lui furono sempre molto freddi forse a causa della morte della loro primogenita Beatrice dopo pochi giorni di vita e le accuse che ingiustamente furono rivolte alla madre. nel 1072 Matilde rientrò a Canossa lasciando il marito che respinse quando, nei due anni successivi Goffredo si recò a Canossa per riconquistarla senza successo.

Il 1076 è un anno importante per la vita di Matilde: il 27 febbraio viene ucciso Goffredo il Gobbo, suo marito (e nuove accuse piovvero su di lei) e dopo neanche due mesi, il 18 aprile, anche la madre Beatrice muore lasciandola sola a governare le terre che vanno dall’odierna Tarquinia al lago di Garda.

In quegli si fanno più aspri i rapporti tra l’imperatore Enrico IV e papa Gregorio VII per la cosiddetta “lotta per le investiture” che culmina, sempre nel 1076 con la scomunica dell’imperatore.

Davanti a questo scenario Matilde decise di schierarsi con il papa nonostante i rapporti di parentela con l’imperatore. E proprio tra Enrico IV, Gregorio VII e Matilde si svolse a Canossa un episodio particolarmente famoso e significativo:

l’imperatore Enrico IV decise di piegarsi alla volontà papale e di chiedergli perdono al fine di ottenere la revoca della scomunica e così scende in Italia recandosi proprio a Canossa dove Gregorio VII era ospite; fu però ricevuto dal pontefice solo dopo essere stato davanti all’ingresso del castello inginocchiato e col capo coperto di cenere per tre giorni e tre notti.

Negli anni a seguire Matilde di Canossa si schierò sempre più apertamente con il papato e in più di un’occasione si scontrò militarmente con Enrico IV: nel 1080 a Volta Mantovana subì una sconfitta, ma riuscì comunque a resistere e a sconfiggere l’esercito dell’imperatore nel 1084 presso Sorbara seppur non definitivamente.

Nel 1090 Enrico IV scende nuovamente in Italia penetrando nei territori matildici fino alla città di Mantova che riuscì a conquistare facendo compiere un tradimento ai cittadini. Ben più fedeli e leali a Matilde furono i numerosi vassalli che la Gran Contessa aveva nel “suo” Appennino: la perfetta conoscenza dei luoghi di montagna permise a Matilde e ai suoi feudatari di muovere più velocemente gli eserciti e di scambiarsi più in fretta le informazioni; elementi che portarono alla disfatta dell’esercito imperiale abituata al combattimento in campo aperto.

Ma anche quella che oggi chiameremmo “capacità di leadership” della Contessa costituì un importante fattore che contribuì alla vittoria: la leggenda vuole che anche Matilde in persona partecipò alla battaglia dando fiducia e ulteriori motivazioni a chi combatteva al suo fianco.

L’esercito di Enrico IV si trovo circondato dai tanti feudatari locali ognuno con il suo borgo fortificato e non solo fu sconfitto, ma si convinse dell’inespugnabilità di questi luoghi.

La vittoria che Matilde di Canossa ebbe nei suoi luoghi ebbe ampia eco: Piacenza, Cremona, Lodi, Milano  si schierarono con la Contessa di Canossa e costrinsero l’imperatore a nominare Re d’Italia suo fratello Corrado di Lorena ben voluto dal papa, da Matilde e dalle città lombarde.

Di ben altra natura furono i rapporti tra Matilde di Canossa e Enrico V di Franconia figlio e successore di Enrico IV che riprese la lotta con il papato. L’atteggiamento di Matilde fu ben diverso sin al punto da sostenerlo. Per tali motivi presso il castello di Bianello, nel territorio odierno di Quattro Castella, Matilde riconobbe ad Enrico V i feudi messi in discussione precedentemente al padre e l’imperatore la incoronò Regina d’Italia.

Matilde mori a causa della gotta quattro anni dopo, nel 1115. Attualmente i suoi resti sono conservati nella Basilica di San Pietro a Roma in una tomba scolpita dal Bernini chiamata “Onore e Gloria d’Italia”.

Come abbiamo visto Matilde di Canossa fu molto amata e ancora oggi è apprezzata e ricordata con affetto e con giustificato orgoglio.

Nel Castello di Bianello  si celebra ogni anno il momento della sua incoronazione a vicaria imperiale con quello che dagli anni cinquanta è ormai un vero e proprio evento ormai non più solo locale: il Corteo Storico Matildico, una rievocazione che coinvolge tutto il paese di Quattro Castella non solo per celebrare un personaggio così famoso e importante, ma anche per offrire una preziosa testimonianza di un preciso periodo storico che ha segnato l’Italia e l’Europa.