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Il conseguimento della maturità coincide con la decisione più importante della vita di un giovane, ossia cosa fare da grande. Questo momento cruciale è anticipato però da un periodo di preparazione che vede i ragazzi cimentarsi con gli studi universitari.

Questo non è solo un semplice intervallo tra la scuola dell’obbligo e il mondo  del lavoro, ma al contrario è il periodo in cui i giovani prendono coscienza e conoscenza di ciò che vogliono fare.

A questo punto però la domanda sorge spontanea: quale è il posto migliore dove un giovane “emiliano” e non può scegliere di studiare per preparare al meglio il proprio futuro? Ma in Emilia-Romagna ovviamente.

La nostra regione conta 4 tra gli atenei più antichi e prestigiosi d’Italia e del mondo:

  • Università degli studi di Parma: che affonda le sue prime radici addirittura nel 962.
  • Università degli studi di Modena e Reggio Emilia: risalente al 1175.
  • Università di Bologna: considerata “la più antica università propriamente detta del mondo occidentale” e che vede la sua fondazione risalire al 1088.
  • Università degli studi di Ferrara: aperta il 4 marzo 1391.

Una vera e propria tradizione quella dell’istruzione e formazione professionale che la nostra regione ha ormai nel proprio DNA e che continua ad alimentare con grande passione.

Infatti, nonostante siano passati 1000 anni di studi e di ricerche, i nostri atenei continuano anche oggi ad offrire corsi di studio da primi della classe.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta, o per meglio dire di “Facoltà”, come dimostrano gli ultimi dati CENSIS REPUBBLICA del 2015, dove le università del nostro territorio offrono sempre una proposta didattica da podio.

Nel campo dell’Ingegneria, dove l’Emilia primeggia tra le università statali italiane, troviamo al primo posto Modena e Reggio Emilia con 102,5, di mezzo punto sopra il Politecnico di Torino, seguito da Ferrara al terzo posto (101,5) e Parma al quinto (98).

Stessi risultati vanno a Biologia e Economia, dove la didattica emiliana ormai fa scuola. In Biologia abbiamo tutte e 4 le nostre facoltà sul podio più alto, superate solo dall’Università di Camerino piazzata al primo posto. La classifica infatti vede Parma (96), Ferrara (95,5), Modena e Reggio Emilia (94,5) e Bologna al quinto posto con 94. Mentre in Economia vediamo al comando della classifica Bologna (107,5) seguita da Modena e Reggio Emilia che con Padova condividono il secondo posto (107), e al quarto Parma (102).

Per Medicina e Chirurgia la scelta migliore potrebbe ricadere su Modena e Reggio Emilia (seconda nella classifica triennale e quinta tra le facoltà a ciclo unico). Per Psicologia c’è Bologna che con Trento occupa saldamente il secondo posto. Per Giurisprudenza abbiamo sempre Bologna al primo posto e Modena e Reggio Emilia al quarto (seconda se guardiamo il ciclo unico). Per Architettura i nostri rappresentanti sono Ferrara al primo posto, seguita da Bologna. Per Farmacia troviamo Ferrara al quarto e Modena e Reggio Emilia al quinto. Veterinaria, al contrario, vede per la triennale Modena e Reggio al primo e Bologna al secondo posto, mentre per quanto riguarda il ciclo unico, la scelta cade su Parma che si trova al secondo posto. Per la conoscenza di Lingue Straniere, il top della regione risiede a Modena e Reggio Emilia che si piazza al terzo posto, seguita da Bologna. La stessa Università di Bologna che oltre ad aver raggiunto il primato come mega ateneo d’Italia con oltre 90 strutture all’attivo e più di 100 borse di studio e il 26esimo al mondo secondo il Wikipedia Ranking of World Universities, detiene altre importanti posizioni come il secondo posto per Scienze Socio-Politiche e Lettere e il terzo per quel che riguarda l’Educazione e Insegnamento.

Insomma, la qualità non manca nella didattica della nostra regione. E a conferma di tale successo ci sono gli ultimi sondaggi sulle immatricolazioni 2015/2016.

I numeri di fatto, come riporta un recente articolo de La Repubblica.it, dimostrano una significativa impennata d’iscrizioni ai corsi di laurea offerti dagli atenei dell’Emilia-Romagna, con il recupero di Parma e Ferrara.

L’Università degli Studi di Parma solo quest’anno ha raggiunto le quasi 4mila iscrizioni, con un aumento del 20% rispetto all’anno passato. Mentre Ferrara segna le oltre 3mila immatricolazioni (il miglior risultato dal 2009).

Il “mega ateneo” bolognese, invece, conferma i dati positivi con un +2,9% (risultato che tiene conto anche delle iscrizioni ai corsi di specializzazione).

Infine, abbiamo UNIMORE che, con il tetto record di 4401 iscritti, raggiunge il secondo posto nella classifica regionale.

E se l’unione tra qualità universitaria e l’ottimo tenore di vita delle incantevoli terre emiliane non dovesse bastare, vi riportiamo un’ulteriore aspetto da considerare. Con i primi due bandi conclusi da parte del Programma operativo del fondo di sviluppo regionale, sono 165 i milioni di euro pronti ad essere investiti per i prossimi progetti di ricerca, che apriranno le porte a 700 nuovi posti di lavoro.

Ora non ci resta che prepararci per la prossima lezione del prof. Emilia-Romagna: una terra che ha ancora tanto da insegnarci.