Ci sono parole dense di significato, profonde, cariche di valori, che richiedono di essere vissute concretamente ancora prima di essere pronunciate. Una di queste è la parola “accoglienza”, undici lettere che rimandano a un universo di comportamenti controcorrente e scelte coraggiose compiute da uomini e donne che mettono il rispetto e l’amore verso il prossimo davanti a ogni cosa, senza fare distinzioni.

Proprio come accade alla cooperativa sociale L’Ovile di Reggio Emilia, che ogni giorno declina la parola “accoglienza” in tante azioni concrete ed efficaci, facendone la bussola in ogni campo della sua attività.

Accoglienza nei confronti dei migranti e dei rifugiati costretti a fuggire dalle loro terre per cercare un futuro

Accoglienza nei confronti delle persone in stato di disagio attraverso l’offerta di un’opportunità lavorativa e di crescita

Accoglienza nei confronti di ragazzi con diversi tipi di disabilità in un centro socio-occupazionale che permette loro di esprimersi al meglio e stringere relazioni importanti

Accoglienza nei confronti di chi ha commesso un reato per costruire una vera giustizia riparativa e creare opportunità di riconciliazione

Accoglienza di chi si trova a vivere un’esperienza di conflitto per poter trovare una mediazione sociale

Accoglienza di chi vive in condizioni di povertà attraverso una rete di raccolta di abiti usati destinati e la collaborazione continua con altre associazioni impegnate nel sostegno di chi ha bisogno.

Una parola sola racchiude migliaia di volti, mani e persone che varcano una porta e sanno di poter trovare con L’Ovile una casa in cui fermarsi, avere un proprio spazio e un proprio tempo, ricevere attenzione, ascolto, calore.