Reggio Emilia è una piccola provincia emiliana. Castelnuovo Ne’ Monti è un piccolo paesino di una piccola provincia emiliana. Non ci si aspetta molto da vedere in luoghi così.

Invece percorri una lunga strada di montagna, sbuchi dall’ultima curva e vedi lei che ti si para davanti: la Pietra di Bismantova. Liscia, a forma di nave, imponente e inspiegabile se non la si conosce.

Con una lunghezza di 1 km, una larghezza di 240 m ed un’altezza di 300 m è un gigantesco esempio di erosione residuale che si è formata nel Miocene medio inferiore, ovvero circa 15 milioni di anni fa.

In realtà la Pietra è una calcarenite, poggiata su una base di marne argillose, che si è formata in ambiente marino poco profondo in una fase di clima tropicale, e per capirlo basta cercare dentro ai suoi frammenti quello che si chiama pomposamente “patrimonio paleontologico rinvenibile”: gusci di molluschi, alghe calcaree, spicole di spugna, denti di pesce.

L’immenso monolite che vediamo è il rimanente di una ben più estesa placca arenacea in parte smantellata e plasmata dall’erosione durante lo scorrere dei millenni. Lo deduciamo dai grossi blocchi staccatisi e giacenti in parte alla base delle pareti verticali, che superano i 100 m.

Molti dei massi che si trovano attorno alla Pietra di Bismantova si sarebbero staccati in epoca recente, attorno al XVII secolo, durante la piccola era glaciale

Sulle origini del nome Bismantova sono state avanzate diverse ipotesi, ma sembra legato al ruolo di montagna sacra che la Pietra avrebbe avuto nell’antichità.

Le versioni principali sono due: da una parte quella che si rifà all’etrusco man (pietra scolpita) e tae (altare per sacrifici), dall’altra una presunta origine celtica, da vis (vischio), men (luna) e tua, che rimanderebbe alla raccolta notturna di vischio tra i querceti della zona, espressione di un antico culto lunare. Vismentua sarebbe variata prima in Bismentua e poi Bismantua.

Un segno distintivo della Pietra è l’eremo benedettino edificato nel XVII secolo con annessa chiesa aperta al pubblico. Sul luogo era già presente nel 1422 una chiesetta dedicata al Santissimo Salvatore. Tra il 1616 e il 1625 la piccola chiesa fu ampliata e vennero costruiti un convento e una torre campanaria.

Ora però la zona dell’eremo non è frequentabile poiché il 13 febbraio 2015 vi si è abbattuta una frana di grandi proporzioni.

Nel 2010 la Pietra di Bismantova è stata inserita definitivamente nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e proprio in questo contesto così importante potete godere di un bel momento di accoglienza al Rifugio della Pietra, un luogo dove l’ottima cucina viene esaltata dal contesto naturalistico prezioso e dove potrete godere delle molte iniziative organizzate dallo staff.