Ascoltare e accogliere le parti in conflitto, aiutandole a trovare la strada giusta per superarlo in modo partecipativo e consapevole, raggiungendo una soluzione condivisa. E’ questo l’obiettivo della mediazione sociale, una pratica tanto preziosa quanto delicata che in numerose città italiane vede impegnate quotidianamente associazioni e cooperative convinte che la vera giustizia non dimentichi mai nessuna delle parti in causa.

A Reggio Emilia la cooperativa sociale L’Ovile gestisce il centro di mediazione del Comune. Da anni è impegnata sul tema dei conflitti e della mediazione nelle sue poliedriche pratiche e applicazioni: partita dai conflitti più gravi, quelli penali, e dall’accoglienza di una parte, i colpevoli, si è posta con forza la questione dell’altra parte in causa, le vittime. Mediazione e giustizia riparativa sono gli strumenti con i quali la cooperativa lavora per offrire spazio, ascolto, possibilità di incontro e, quando possibile, di riconciliazione.

Nel corso del 2014 nel territorio di Reggio Emilia sono stati effettuati più di 1.300 interventi di mediazione sociale rivolti a circa 300 persone. Alla base della richiesta di un intervento di mediazione possono esserci conflitti quotidiani, come quelli di vicinato, ma non solo. Accoglienza e ascolto sono i primi passi per affrontare situazioni spesso complesse, che richiedono diverse tecniche di risoluzione dei conflitti in un’ottica di solidarietà e giustizia riparativa.

Promuovere la mediazione come metodo efficace ed economico di gestione del conflitto e garantire maggiore qualità negli interventi sono i due scopi del network regionale D.N.A. (Dialogo, Negoziazione, Ascolto) di cui fa parte L’Ovile insieme agli altri Centri di Mediazione Sociale dell’Emilia Romagna. I diversi centri si riuniscono ogni mese per progettare attività comuni, avere confronti e formazioni continue, condividere informazioni, criticità e risorse in un’ottica collaborativa e per un constante miglioramento della qualità dei servizi offerti.