“Qualche labile traccia sui manuali di storia, notazioni biografiche vaghe sul web, ma un patrimonio grafico e di scrittura di levatura universale”.

Queste sono le parole che il giornalista Davide Turrini usa per introdurre l’immenso ma sconosciuto Francesco Griffo.

Nato a Bologna approssimativamente nel 1450, Griffo è stato il tipografo a cui l’umanità deve l’invenzione del carattere “corsivo” (o Italico): lo stile grafico e tipografico più utilizzato e celebre al mondo.

Il successo di Griffo parte a Venezia a fine del ‘400, dove intraprende la carriera di redattore di libri illustrati, poi disegnare di caratteri greci ed ebraici, fino all’intuizione del corsivo, mostrato per la prima volta in un’edizione delle Epistole di Caterina da Siena (1500).

 “Il carattere corsivo ha cambiato la storia dell’editoria e ha dato il via a quelle che per l’epoca erano le edizioni economiche, permettendo l’accesso a opere classiche anche a chi non poteva permettersi corsivi in-folio” (Prof. Umberto Eco).

L’introduzione del carattere aggraziato ha rivoluzionato in maniera significativa il mondo della stampa e della letteratura. La sua compattezza dà la possibilità di stampare libri di ugual lunghezza rispetto ai precedenti risparmiando, però, sull’uso della carta (il materiale che incide di più sui costi di produzione). Mentre il suo stile aggraziato lo rende piacevole alla vista e di facile lettura.

Nel 1501, però, nella gloriosa avventura stilistica di Griffo cala il periodo più buio della sua carriera:  Aldo Manuzio, suo amico ed editore, desideroso di assicurarsi i vantaggi commerciali del nuovo carattere, decide di ottenere dal governo veneziano il monopolio dell’utilizzo del corsivo, e l’anno successivo anche la sua estensione all’uso di tutti i caratteri disegnati dal Griffo. Il grave furto intellettuale di Manuzio costringe Griffo a lasciare Venezia alla fine del 1502, dopo circa dodici anni di collaborazione.

Negli anni successivi Griffo lavora al servizio di Soncino, Petrucci, Stagnino e Giunti, sino a tornare nella sua cara Bologna per stampare in proprio attraverso l’uso di un nuovo stile di corsivo totalmente  diverso da quelli adottati in precedenza. Negli anni successivi lo stile del tipografo bolognese diventa noto in tutta Europa sotto il nome di “Italico”.

“Usiamo i caratteri per scrivere le storie ma non teniamo conto che ogni carattere è una storia” (Prof. Roberto Grandi).

Griffo muore probabilmente sul patibolo, giustiziato per l’omicidio del genero colpito a morte con una spranga di ferro durante una discussione.

Dopo il 1518, l’uomo che ha rivoluzionato la scrittura stava misteriosamente per scomparire dai libri di storia.

Sino alla sua recente riscoperta che ha preannunciato i festeggiamenti dei 500 anni dalla morte previste a Bologna nel 2018.

Griffo è stato il primo artista del suo genere a dare una forma moderna ai caratteri da stampa, creando un modello universale capace non solo di anticipare il genere dei libri tascabili, ma anche le basi per lo sviluppo dell’istruzione di massa. Il suo talento artistico, unito al genio tecnico, lo rendono un alto esempio del saper fare made in Emilia.