Da qualche mese ha preso il via un progetto che va a riunire sotto un unico brand i territori di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Lo scopo? Promuovere con una visione comune il turismo dell’area emiliana.

Destinazione Emilia” (è questo il nome dell’ente istituito il 31 maggio 2016) ha l’obiettivo di accrescere il benessere economico e sociale di tutta l’area coinvolta grazie al rilancio dell’attrattività turistica, anche a livello internazionale.

La sfida

A presiedere “Destinazione Emilia”, la cui sede legale si trova a Parma, è stata eletta l’assessora al turismo del Comune di Reggio Emilia, Natalia Maramotti. La sfida, molto difficile ma allo stesso tempo stimolante, è riuscire a superare i vecchi schemi legati alle singole province per dar vita ad un progetto comune e di ampio respiro che coinvolga tutta l’Emilia.

“Si apre una nuova era turistica per la nostra regione, un risultato senza precedenti che, attraverso coesione e sinergia, intende attribuire più forza e competitività al sistema dell’organizzazione turistica complessiva”, queste le parole dell’Assessore regionale a turismo e commercio, Andrea Corsini.

L’area interessata dal progetto è molto vasta: comprende le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia per un totale di 84 comuni coinvolti. Dal Po all’Appennino, a partire dai prossimi mesi, si assisterà ad un fiorire di iniziative e manifestazioni che andranno a valorizzare, nel modo più ampio possibile, tutte le eccellenze turistiche presenti.

Procedendo insieme e in maniera coesa le tre province emiliane cercheranno di dare una maggiore forza al sistema turistico territoriale al fine di imporsi sul mercato come meta turistica valida e apprezzata, in tutti i periodi dell’anno.

Questo potrà essere possibile anche grazie ad una maggiore collaborazione fra pubblico e privato tanto nella ricettività quanto nella valorizzazione del territorio.

Riuscirà “Destinazione Emilia” a ridare un nuovo slancio al settore turismo dell’Emilia, generando anche un importante ritorno economico per l’area? Saranno i fatti a parlare…