Guardare al futuro, riaffermando con forza la propria identità, non è cosa da tutti.

Forte di un radicamento territoriale importante e di una riconosciuta attenzione nel sapere ascoltare e comprendere le reali esigenze delle persone, Credito Cooperativo Reggiano è una banca che, oggi come ieri, punta a valorizzarne il capitale umano costituito dai Soci, dai Clienti e dal Personale, definendo una realtà capace di dare impulso all’economia reale e sostenere le relazioni e lo sviluppo.

Sono questi valori fondativi e distintivi che Credito Cooperativo Reggiano intende oggi ribadire con la nuova campagna di comunicazione istituzionale ‘CCR È’. Declinata in 5 diversi soggetti, la campagna pone l’accento sui concetti maggiormente rappresentativi dello spirito di CCR: parole come il rispetto delle tradizioni, l’identità territoriale, la forza dei reggiani, la sete di crescita e il valore per il territorio trovano così risalto grazie a immagini fortemente simboliche, capaci di trasmettere l’appartenenza a un ambito valoriale condiviso.

In particolare, la declinazione “CCR è rispetto delle tradizioni”, propone il primo piano di un’anziana signora residente nel territorio reggiano, in uno scatto della fotografa e cliente Silvia Casali: un’immagine emblematica, che rappresenta perfettamente lo spirito con cui CCR intende dare risalto ai luoghi e alle storie delle persone che li vivono.

Nativa di Scandiano di Reggio Emilia, la fotografa Silvia Casali ama narrare attraverso i suoi scatti storie ed emozioni da condividere, spaziando dalla più comune quotidianità al grande evento sportivo, dall’uomo della strada alla pop star sul palco. Come dichiara lei stessa, il suo intento è quello di “viaggiare per documentare storie che sono culturalmente e emotivamente distanti, per poi ritornare ed essere capace di vedere il quotidiano da una prospettiva differente”. Le sue fotografie hanno ottenuto importanti riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali, grazie anche alla sua passione per la condivisione sui social media di questa “bellezza dell’ordinario”.

Valdina Giachin è invece il nome dell’anziana signora, classe 1919, che ha prestato il suo volto per lo scatto di questo soggetto. Pasticcera, lavandaia, confezionatrice di ombrelli e il lavoro, l’ultimo di una lunghissima serie, nella stireria di Scandiano: “Sapevo fare di tutto, e imparavo a fare di tutto” ha dichiarato Valdina in una recente intervista. Il suo essere parte integrante della comunità locale e testimone di fatti ed eventi che hanno attraversato quasi un secolo di storia, l’hanno resa nota anche “ai tempi del web”: molte sono infatti le persone che si rivolgono a lei per farsi raccontare come era Scandiano e come era la vita quando ancora i treni erano a vapore e le famiglie venivamo smembrate per permettere a tutti di sopravvivere.

 

Storie di persone vere, portatrici di valori ed esperienze che meritano di essere narrate. Anche questo è CCR: perché l’etica di una banca passa anche e soprattutto dalla conoscenza e dal rispetto delle esperienze di vita che ognuno porta dentro di sé.