Immaginate un inverno di pianura: freddo e nebbioso. Sono così gli inverni nella bassa vicino al Po. Immaginate, però, un inverno di fine anni ’50, in una Gualtieri ancora messa a dura prova dall’alluvione che nel 1951 aveva sommerso il paese.

Ricordate i film di Don Camillo? Ecco, la bassa reggiana era davvero così: umida, povera e… in bianco e nero.

Ma la gente di Gualtieri è in grado di trovare risorse là dove gli altri vedono solo rassegnazione. Così si rimbocca le maniche e spala fango, asciuga muri, ara campi e rimette in piedi le viti.

Ci vuole qualche anno,  ma il 15 dicembre 1958 ventuno uomini costituiscono la Società Cooperativa Cantina Sociale di Gualtieri.

È l’inizio di un percorso forte, duro, ma costellato di soddisfazioni come solo la cooperazione di quegli anni sapeva essere.

Oggi la Cantina Sociale di Gualtieri conta più di 200 soci e il suo rapporto con il territorio è forte e radicato anche grazie alle scelte che l’hanno vista protagonista nel tempo: valorizzazione dei prodotti d’eccellenza, proposte di educazione e cultura del buon vivere, ma anche attività con le scuole e attenzione alla quotidianità e alla crescita della comunità in cui è inserita.

Questi successi trovano le proprie radici in una filosofia che si può tradurre con due parole: memoria e innovazione. Se di innovazione legata a questa Cantina così speciale parleremo ancora molto, oggi è sulla memoria che vogliamo soffermarci, perché è da questa che viene la forza di costruire su basi solide un percorso di crescita continua.

Memoria è valorizzazione delle risorse territoriali (soci, uve, collaboratori, fornitori), memoria è ricordo della propria storia, memoria è rilancio della cultura e dell’arte di un territorio per farlo crescere e portarlo ben oltre i confini di un ameno paese sulle rive del Po.

Nei vini prodotti dalla Cantina Sociale di Gualtieri ci sono storia, arte, territorio, fatica, riscatto e un po’ di quella galaverna che ricopriva le vigne mentre ventuno uomini pieni di sogni e di passione creavano una delle più belle realtà del panorama enogastronomico emiliano.