L’Emilia è famosa per le sue belle città e i paesaggi mozzafiato.

Che dire però dei musei? Da quello dedicato a Enzo Ferrari e all’omonima macchina, a quello sul pittore Antonio Ligabue, sono tanti gli spazi a raccolta delle grandi bellezze emiliane.

Alcuni però sono meno conosciuti e decisamente insoliti.

Eccotene un piccolo assaggio con la raccolta dei 10 musei emiliani che (probabilmente) non conoscevi: che dici, ci facciamo un giro virtuale?

1) MUSEO DELLA FIGURINA, Modena

Il Museo della Figurina è nato dall’appassionata opera collezionistica di Giuseppe Panini, fondatore, nel 1961, dell’omonima azienda assieme ai fratelli Benito, Franco Cosimo e Umberto. Nel corso degli anni egli ha raccolto centinaia di migliaia di piccole stampe a colori che nel tempo sono andate a costituire questa straordinaria collezione diventata museo all’interno dell’azienda nel 1986. Nel 1992 Giuseppe Panini e l’azienda stessa decidono di donare il Museo al Comune di Modena, città ritenuta sua sede naturale in quanto capitale mondiale della figurina moderna.
Pensato per ricreare uno straordinario “album delle meraviglie”, l’allestimento prevede una sezione permanente suddivisa in sei temi principali. I sei grandi “armadi” espositori consentono l’approfondimento della visita per mezzo di otto sportelli laterali estraibili, pronti a far apparire il proprio prezioso contenuto e a suscitare il senso di sorpresa che tutti noi abbiamo provato nello sfogliare un album o nell’aprire una bustina di figurine.
2) MUSEO DELLA BILANCIA, Campogalliano

Il Museo della Bilancia, unico di questo genere in Italia, documenta la storia della pesatura e della misura dall’epoca medioevale ai giorni nostri: bilance, bascule, stadere e un ricco patrimonio documentario costituito da manifesti, cataloghi, stampe originali e riproduzioni fotografiche di materiali d’epoca. Il Museo si inserisce direttamente nella realtà produttiva del territorio, di cui è memoria storica e centro propulsore per la conoscenza storica, tecnica e scientifica.
3) MUSEO ITALIANO DELLA PROFUMERIA, Parma

Nella Palazzina storica della Borsari di Parma, nata nel 1870, è conservata la Collezione Borsari 1870. Primo Museo Italiano della profumeria”, una deliziosa e raffinata retrospettiva storica della famosa fragranza Violetta di Parma e dell’itinerario grafico di una azienda che ha attraversato il tempo e le mode. La violetta di Parma si racconta fosse la fragranza preferita dalla duchessa di Parma Maria Luigia d’Austria. Il museo, diviso in due sezioni, raccoglie la storia della Borsari, dei suoi prodotti e della grafica che ha vestito la fragranza parmigiana.
4) MUSEO DEL POMODORO, Collecchio

Collocato in un centro di trasformazione alimentare di epoca medievale, la Corte di Giarola, il museo è organizzato in sette sezioni.
Si parte con il racconto della storia, con l’arrivo in Europa nel ‘500 dalle Americhe del pomodoro e la sua diffusione successiva. Si prosegue con lo sviluppo dell’industria di trasformazione a Parma e lo sviluppo delle tecnologie produttive. La quarta sezione affronta la tematica del prodotto finito e degli imballaggi, la quinta lo sviluppo dell’industria meccanica, la sesta racconta i protagonisti e i lavori in fabbrica. Chiude il percorso la cultura del ‘Mondo Pomodoro’ con le pubblicità, citazioni, dipinti.
5) MUSEO DELLA VITE E DEL VINO, Montecchio Emilia

In un’azienda di Montecchio Emilia un edificio ristrutturato ospita un percorso dedicato a questo vino, dove si può conoscere la sua storia, legata a quella di una famiglia che da oltre un secolo lo produce.
6) MUSEO DI DON CAMILLO E PEPPONE, Brescello

Il Museo Peppone e Don Camillo è stato inaugurato il 16 aprile 1989 ed è frutto degli sforzi e dell’entusiasmo di un piccolo gruppo di volontari guidati da Erminio Bertoli. Oggi è gestito dalla Pro-Loco. Le sale contengono numerosi cimeli del Don Camillo cinematografico: la moto di Peppone, il vestito di don Camillo, le biciclette usate dai due alla fine di “Don Camillo e l’On. Peppone”. All’interno si possono ammirare numerose fotografie scattate durante la lavorazione dei film; i manifesti originali; le ricostruzioni di alcuni ambienti delle riprese. Si possono inoltre acquistare souvenir, i libri di Giovannino Guareschi, i dvd dei film e prodotti tipici locali.

7) MUSEO DI ANATOMIA DEGLI ANIMALI DOMESTICI, Ozzano dell’Emilia

Il Museo di Anatomia degli Animali Domestici presenta immagini e riproduzioni degli animali domestici. Sono utilizzati anche scheletri e tavole varie. Questo istituto è tra i più antichi della provincia, non solo del Comune. Infatti, è stato fondato nel 1882 dal Professor Clemente Papi, e proprio questo lo rende uno tra i più importanti. Oggi però è possibile vederne una parte considerevole, rispetto a quella originale raccolta.

8) MUSEO DEI TAROCCHI, Riola di Vergato

Il Museo dei Tarocchi vuole aprire un’opportunità a tutti gli artisti che hanno lavorato su questo tema e portare alla luce ciò che molto spesso rischia di rimanere nascosto e di essere dimenticato. E’ il primo centro, in Italia e nel mondo, che si occupa dell’Arte dei Tarocchi a livello contemporaneo. Grazie alla collaborazione con la casa editrice Hermatena sono editate collezioni di Tarocchi d’Artista, a tiratura limitata, firmati in originale dall’artista, impreziositi da interventi eseguiti a mano.
Il Museo è collocato in un suggestivo palazzo storico del 1600, completamente restaurato, posto tra Bologna e Pistoia, immerso nel verde.

9) MUSEO DEI LUCCHETTI, Parma

Questo Museo è l’unico che esponga unicamente lucchetti. L’esposizione riguarda i più di quattromila pezzi accumulati da Vittorio Cavalli, appassionato collezionista, che costituì nell’arco di una sessantina d’anni una raccolta di serrature provenienti da tutto il mondo e di diverse epoche. La collezione presenta diverse tipologie di lucchetti: a molla elicoidale, a tamburo dentato, a combinazione, a segreto svitabile, a molla trasversale, per velocipedi, talismanici e zoomorfi, offrendo la possibilità di esplorare attraverso questo oggetto epoche e culture diverse secondo un punto di vista inusuale.
10) MUSEO DELLE CARROZZE, Piacenza

Nei locali sotterranei di Palazzo Farnese è riunita ed esposta al pubblico la prestigiosa collezione delle carrozze, formata dal conte Dionigi Barattieri nei primi tre decenni del XX secolo e donata al Comune di Piacenza nel 1948 dall’erede Silvestro Brondelli di Brondello, a cui si sono poi aggiunti altri importanti esemplari donati o depositati da privati e da Enti.
Il Museo delle Carrozze presenta modelli in ottimo stato di conservazione e include anche portantine, carri funebri, un carro da pompiere, un carretto siciliano, senza trascurare le carrozzelle per neonati, di cui si espongono alcuni esemplari databili tra il XVIII e il XIX secolo, che mostrano di utilizzare gli stessi espedienti tecnici delle carrozze, di cui, in certa misura, seguono l’evoluzione. Lo stesso fenomeno di adattamento delle tecniche in uso nella costruzione delle carrozze a modelli d’uso domestico è costituito dai carrozzini, vere e proprie carrozze in scala ridotta, destinate al gioco dei bambini.